Rischio biologico: novità del D.L. 149/2020

Il D.L 149/2020 recepisce la Direttiva Europea 2020/739/EU, che ha classificato il SARS-CoV-2 fra gli agenti biologici di gruppo 3, lasciando gli altri Coronaviridae in gruppo 2 e quindi introduce delle modifiche al D. Lgs. 81/2008 in materia di agenti biologici.

Nel Titolo X, Esposizioni ad agenti biologici, all’art. 268 del D.Lgs. 81/2008, gli agenti biologici sono ripartiti in 4 gruppi in base al rischio di infezione: un agente biologico del gruppo 3 è “un agente che può causare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori; l’agente biologico può propagarsi nella comunità, ma di norma sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche”.

L’art. 17 del D.L 149/2020 sostituisce gli allegati XLVII e XLVIII del D.Lgs. 81/2008; le modifiche hanno impatto sulle attività lavorative che fanno uso specifico di agenti biologici oltre a quelle citate nell’allegato XLIV.

Il nuovo allegato XLVII riporta le indicazioni sulle misure e i livelli di contenimento per ciascun gruppo, che devono essere applicate secondo la natura delle attività, la valutazione del rischio per i lavoratori e la natura dell’agente biologico in questione. Si specifica inoltre che con il termine «raccomandato» le misure devono essere applicate in linea di principio, a meno che i risultati della valutazione del rischio non indichino il contrario.

Il nuovo Allegato XLVIII suddivide le specifiche misure di Contenimento per processi industriali per Luogo di lavoro; Impianti; Attrezzature; Sistema di funzionamento; Rifiuti e Altre misure.

Le aziende che fanno uso deliberato di agenti biologici, che rientrano nei casi di cui agli artt. 274 (strutture sanitarie e veterinarie), 275 (laboratori e stabulari) e 276 (processi industriali comportanti l’uso di agenti biologici dei gruppi 2, 3 e 4), e quelle citate in allegato XILV devono aggiornare il documento di valutazione dei rischi secondo il Titolo X del D.Lgs. 81/08.

Le altre aziende non devono aggiornare il Documento di Valutazione dei rischi perché il SARS-CoV-2 rappresenta un rischio generale non riconducibile alle specifiche attività svolte; devono però applicare e aggiornare i Protocolli anti-contagio come descritto nei Protocolli firmati tra Governo e Parti Sociali contestualizzandoli alla specificità dell’impresa.

Rapporto Clusit 2020: l’aggiornamento di ottobre

Pubblicato l’aggiornamento di ottobre 2020 del rapporto Clusit; oltre all’interessante tema dell’influenza dei comportamenti in tempi di pandemia sulla sicurezza delle informazioni, sono da segnalare alcuni dei più interessanti focus:

  • L’impatto dei deepfake sulla sicurezza delle organizzazioni economiche
  • Business Continuity & Resilienza
  • Perché gli ospedali sono così violabili

FSSC 22000 ver 5.1

FSSC ha pubblicato un aggiornamento dello standard 22000, versione 5.1 del 3 novembre 2020, liberamente scaricabile dal sito web ufficiale.

Le novità principali riguardano:

  • la certificazione multi-sito
  • la cultura della sicurezza alimentare, in termini di comunicazione, formazione e misurazione delle prestazioni dei dipendenti
  • progettazione e sviluppo dei prodotti.

Approfondimenti sul sito ufficiale.

Smaltimento mascherine e DPI: quali regole?

Il Centro Nazionale dei Rifiuti e dell’economia circolare dell’Ispra chiarisce le modalità di classificazione e la corretta gestione, smaltimento compreso, dei rifiuti DPI usati con particolare riferimento a mascherine e guanti.

Il documento distingue l’iter di corretto smaltimento, in relazione al fatto se trattasi di mascherine ad uso domestico e privato, ovvero se utilizzate in ambito aziendale; in quest’ultimo caso non possono essere assimilati ai rifiuti urbani, ma vanno conferiti a smaltitori autorizzati, previa classificazione CER riconducibile verosimilmente al capitolo 15, sub-capitolo 15 02 dell’elenco europeo o al capitolo 18.

Mascherine: come riconoscere un’attestazione valida?

Accredia definisce chiaramente come riconoscere un’attestazione valida.

La dichiarazione di conformità del DPI è a carico del fabbricante e/o dell’importatore e si può rilasciare dopo che uno degli enti notificati, la cui lista è consultabile su database NANDO della UE, a verificato la qualità della produzione e la conformità del prodotto alle specifiche delle norme tecniche, in questo caso EN 149.

La dichiarazione di conformità, che il fabbricante deve fornire con la mascherina, per esempio includendolo nelle istruzioni o indicando l’indirizzo internet dove è possibile visionare la dichiarazione di conformità UE, deve riportare:

  1. DPI (numero del prodotto, del tipo, del lotto o di serie)
  2. Nome e indirizzo del fabbricante e, ove applicabile, del suo mandatario
  3. La frase: “La presente dichiarazione di conformità è rilasciata sotto l’esclusiva responsabilità del fabbricante”
  4. Oggetto della dichiarazione (identificazione del DPI che ne consenta la rintracciabilità; se necessario per l’identificazione del DPI, un’immagine a colori)
  5. L’oggetto della dichiarazione di cui al punto 4 è conforme alla pertinente normativa di armonizzazione dell’Unione
  6. Riferimenti alle pertinenti norme armonizzate utilizzate, compresa la data della norma, o alle altre specifiche tecniche, compresa la data della specifica, in relazione alle quali è dichiarata la conformità
  7. Ove applicabile, l’organismo notificato … (denominazione, numero) … ha svolto l’esame UE del tipo (modulo B) e ha rilasciato il certificato di esame UE del tipo … (riferimento a tale certificato).
  8. Ove applicabile, il DPI è oggetto della procedura di valutazione della conformità
  9. eventuali informazioni supplementari.

Il certificato UE, emesso ai sensi del Regolamento UE 425/2016 sui DPI da un organismo notificato, deve contenere, almeno:

  • nome e numero di identificazione dell’organismo notificato;
  • nome e indirizzo del fabbricante e, qualora la domanda sia presentata dal mandatario, nome e indirizzo di quest’ultimo;
  • identificazione del DPI oggetto del certificato (numero del Tipo);
  • dichiarazione in cui si attesta che il Tipo di DPI soddisfa i requisiti essenziali di salute e di sicurezza applicabili;
  • la data di rilascio, la data di scadenza e, se del caso, la data o le date di rinnovo;
  • le eventuali condizioni connesse al rilascio del certificato;
  • per i DPI della categoria III – quindi anche per la mascherine – una dichiarazione secondo cui il certificato deve essere utilizzato solo in combinazione con una delle procedure di valutazione della conformità di cui all’articolo 19, lettera c).

DPI per Covid19

Circolano diversi documenti e informazioni in merito ai DPI per Covid 19. E’ opportuno verificare l’autenticità dei certificati, che comunque per i DPI sono volontari, in quanto la marcatura CE deve apporla li produttore e/o chi li mette in commercio nella UE.

Inoltre i DPI validi sono solo quelli approvati dall’Inail, il cui elenco aggiornato è disponibile qui.

Per chiarire i dubbi su quali siano le mascherine idonee come DPI è auspicabile seguire il tutorial dell’Inail.